sabato 19 marzo 2016

Yemen strage dimenticata e cruenta

la magnifica capitale yemenita Sanaa', oramai ridotta in macerie dai missili sauditi
Il bilancio dell'ultimo pesante raid aereo dell'Arabia Saudita in Yemen si fa sempre più grave. I missili caduti proprio nell'ora di punta nel mercato di Mostaba, il più importante nella regione di Hajja, hanno ucciso almeno 107 civili e causato decine di feriti, in un'area lontana da obiettivi militari. Le immagini dello strazio sono state riprese da Al-Masirah, la TV vicina al movimento sciita degli Houthi. Si tratta di immagini cruente che possono urtare profondamente molte sensibilità.
Per chi non le vedrà, basti sapere che fra i cadaveri carbonizzati ci sono anche tanti bambini, una fiumana di garzoni che si guadagnavano il pane con piccole commissioni nel grande mercato, ora in macerie.
Quando si superano i cento morti, la notizia riesce ad affacciarsi in qualche taglio basso dei giornali nostrani, ormai diluita e anestetizzata. Nessuno dice "Je suis Yemen", stavolta. Ma per gli yemeniti, invasi e bombardati dalle forze armate della coalizione dei sauditi e dei loro stati clienti vicini, è stata un'ordinaria giornata di guerra.
Gli aerei di Riad hanno lanciato nella sola giornata di martedì altri 11 attacchi contro il campo militare di Arkub, presso la capitale Sanaa, oltre ad altri bombardamenti su obiettivi non militari in altrettante aeree del paese. Va avanti così da un anno. Gli obiettivi colpiti sono soprattutto civili: infrastrutture e case. Al Masirah conta che dall'inizio della guerra sono stati distrutti 353 mercati e complessi commerciali. Si aggiungono alla sistematica distruzione della rete idrica, delle fabbriche, delle scuole.
Quelle saudite sembrano reazioni rabbiose e scomposte a una guerra che non riescono a vincere: nella stessa giornata, l'esercito yemenita e le forze dei comitati popolari hanno respinto l'ennesimo attacco lanciato da truppe mercenarie sotto il comando saudita nella zona di Taiz, nel Sud, infliggendo loro perdite pesanti. Altre perdite saudite nella città di al-Ghayl.
Per Riad, questa guerra è un buco nero che sta ingoiando il bilancio statale con un deficit da incubo senza che la dinastia ottenga alcun risultato. Per la popolazione yemenita è una carneficina e un disastro umanitario, tuttora dimenticato dal mondo. Dal marzo del 2015 ad oggi, l'aggressione saudita ha fallito il suo obiettivo principale: riportare al potere l'ex presidente e alleato, Abd Rabbuh Mansur Hadi. Ha intanto causato almeno 10mila morti e oltre un milione e mezzo di sfollati, senza che la resistenza si sia piegata.
In Siria i sei mesi di intervento russo (guidato da obiettivi definiti) hanno costruito le premesse per una soluzione politica al conflitto. In Yemen, invece, i dodici mesi di intervento saudita hanno aperto una voragine geopolitica in più, che si somma ai disastri combinati in Siria, in Iraq, in Libia, mentre persino il Libano rischia ora di sprofondare in una nuova guerra civile, sempre sotto l'urto delle manovre politiche e militari di Riad, la capitale dell'"Isis che ce l'ha fatta".

pino Cabras 

venerdì 19 febbraio 2016

SU JIADISTI CHE NON SAREBBERO VERI MUSULMANI E CRISTIANI FONDAMENTALISTI CHE NON SAREBBERO VERI CRISTIANI.

Giorni fa ero in un circolo cinematografico (Apollo11, Roma) in cui si teneva un dibattito su cosa stava dietro la rappresentazione che Daesh-Isis fa di se stesso per reclutare nuovi jiadisti.

Il dibattito toccava temi interessanti, ma c'era anche una abbondante confusione e certi intolleranti isterismi che viziavano la comunicazione.  Ripensandoci, mi rendo conto che, anche se non appare, certe intolleranze e certe opinioni hanno dei fondamenti religiosi, che sarebbe bene mettere a fuoco. Ripensandoci, io stesso, ateo super-convinto, non sono affatto certo di essere esente da alcuni presupposti culturali che hanno fondamenti religiosi.

Un esempio chiarissimo: la "moderatrice" rappresentava l'associazione "Un ponte per..." che si vanta di gettare ponti fra culture e religioni diverse: quindi lei avrebbe dovuto essere un perfetto esempio di tolleranza verso idee altrui. Invece si è scagliata contro un intervenuto (il cui intervento per me era condivisibilissimo) dichiarando che lui (e quindi chi la pensa come lui)  era "nel posto sbagliato".  Questo perchè il suo intervento sarebbe stato "anti-islamico"; lui aveva semplicemente affermato che la propaganda dell'Isis era rivolta agli islamici e che non avrebbe presa sui non-islamici.

Molti intervenuti hanno riproposto il mantra dei fondamentalisti che non sono dei veri musulmani, per cui l'islamismo non sarebbe causa di alcun male. Mi sono ricordato il vecchio mantra dei "compagni che sbagliano", la contrapposizione del "comunismo reale" al "vero comunismo", quella dei credenti, preti, democristiani, che non sono dei "veri cristiani"...  Sono affermazioni che, se ci penso bene, non hanno senso; eppure so di averle fatte anch'io. Perchè? Perchè io mi esprimo con il linguaggio della cultura in cui vivo e questa cultura si basa su presupposti di fede.

Analizziamo il problema dal punto di vista di un credente "classico": lui è certo del fatto che dio esista e che la sua religione sia stata rivelata da dio; nella nostra "classica cultura" tutte le religioni sono monoteistiche, rivelate, ed hanno come fondamento un testo sacro.  Per questo tipo di credente è quindi naturale e importante domandarsi se un credente (lui per primo) si sbaglia o no; lo fa usando il testo sacro, la sua chiesa, la cultura religiosa dominante, i riti religiosi... per lui l'affermazione secondo cui un musulmano, cristiano cattolico,  protestante, ortodosso, ebreo sia veramente tale o no ha senso e importanza, e quindi deve avere senso anche quando si tratta di un credente in una fede diversa dalla sua.

Analizziamo invece il problema dal punto di vista di un ateo: non esiste un dio ma esistono le religioni, che vengono create e modificate da uomini: quindi le religioni esistono soltanto come fenomeni storici. Anche i testi sacri sono fatti storici: sono autorappresentazioni di una certa religione fatta da un certo soggetto (individuale o collettivo) in un certo momento.  Quindi in teoria per un ateo non avrebbe senso sostenere che un cristiano  o un musulmano non è veramente tale; tuttavia si usa questa espressione per affermare che certi comportamenti o certe affermazioni sarebbero in contraddizione con i sacri principi di quella religione.  Allo stesso modo tutti noi, atei compresi, usiamo espressioni come essere o non essere "veri" comunisti, socialisti, pacifisti, rivoluzionari, progressisti, conservatori, atei...

Alla base di questo modo di esprimersi c'è la nostra cultura, che ha assorbito non solo le religioni, ma anche tante altre trascendenze. Qui è fondamentale la trascendenza del mondo delle idee, derivataci dal pensiero greco aristotelico. In quel mondo ideale ci sarebbero le idee di cristianesimo, di comunismo, induismo, pacifismo, islamismo, femminismo che quindi ci consentono di affermare ontologicamente se un cristiano, comunista, induista, islamico o femminista sbaglia o no.

Nel dibattito che richiamavo, un giornalista che era stato anche prigioniero dell'Isis ha affermato che alla base di quei comportamenti lui ci vedeva la religione islamica.
Diversi intervenuti si sono dichiarati atei (come anche il giornalista)  ma hanno controbattuto che "quei fondamentalisti non sono dei veri musulmani", contrapponendo quindi le "religioni storiche" alle "religioni vere".  E' soltanto un modo di esprimersi? Si vuole soltanto dire che ci sono altri musulmani che non condividono quei comportamenti?

Io non penso che si possa dare una risposta unica: ritengo che molte persone siano davvero convinte che esistano religioni e ideologie "vere" e comportamenti veri oppure "deviati". Per alcuni di questi si potrebbe dire che sono dei "pseudo-atei", in quanto non credono nell'esistenza di dio ma credono profondamente nella esistenza delle idee; per altri si potrebbe invece dire che sono atei, che però non hanno realizzato una profonda revisione ideologica e linguistica. Questo avviene perchè siamo più o meno tutti intrisi di una cultura idealistica, cioè quella che assume l'esistenza delle idee in un qualche mondo trascendente, ben definito o no.

Di fatto, il nostro linguaggio si è modellato sulla nostra cultura e quindi è difficile esprimere i rapporti fra ideologie diverse senza usare i concetti di idea giusta e idea sbagliata, anche se noi non crediamo davvero che quelle idee esistano.

Il linguaggio condiziona la nostra comunicazione con gli altri e la nostra comunicazione con noi stessi, cioè il nostro modo di pensare.  Non è poco: anch'io, ateo convintissimo, trattando di idee, ideologie e religioni, spesso comunico -e probabilmente penso anche- con il linguaggio dei credenti; ad esempio, quando affermo che una persona dice effettivamente ciò che pensa, facilmente dico che quello "è in buona fede"; quando affermo che l'evoluzione naturale porta a certi risultati facilmente dico che l'evoluzione "tende" a quei risultati. La cultura atea non ha ancora revisionato il nostro linguaggio, per cui su certi temi è difficile , se non quasi impossibile, esprimersi bene e ciò genera fraintendimenti e confusioni.

GeriSteve

mercoledì 3 giugno 2015

Astenuti e impresentabili

Le recenti elezioni amministrative hanno messo in luce due fenomeni che, letti insieme , danno la risposta ai tanti dubbi sorti il giorno successivo. I fenomeni di cui parlo sono
a) l'enorme percentuale di astenuti
b) il successo dei cosidetti “impresentabili” De Luca in testa

Io penso che l'indecente spettacolo che stanno offrendo i vertici politici attuali, le loro incapacità di governare e risolvere i problemi concreti, la continua ( e politicamente immotivata) transumanza tra i vari schieramenti stimolata solo da vantaggi personali, la dilagante corruzione e i continui scandali, le palle televisive diramate dai caotici talk show, abbiano dato modo a tutti i potenziali elettori di trovare molteplici scuse per schifiarsi e non andare più a votare.

Chi sono allora quei pochi che esercitano questo fondamentale diritto costituzionale che è il voto?: facile. Sono quelli che , votando per il corrotto di turno hanno la possibilità di ottenere da questi dei vantaggi diretti e personali. Magari poi non ottengono nulla, proprio perchè l'eletto, vista la sua corazza di inamovibilità, se ne fotte di chi gli ha dato il voto.

Chi sbaglia allora in questa penosa giostra di diritti, truffe e doveri?
Io credo che a sbagliare siano proprio quelli che si astengono che dovrebbero invece andare in massa alle urne a votare comunque chi il potere non ce l'ha. Non voglio dare indicazioni di voto, non voglio spingere verso questo o quello schieramento, ma almeno si vada a votare per punire chi ti ha ingannato!

martedì 17 marzo 2015

Il Jobs Act in poche righe: FAvorevoli e COntrari

maramotti
Da quello che si riesce a capire sul famoso Jobs Act varato dal Governo Renzi, la situazione, in soldoni, sarebbe questa:
Gli mprenditori avrebbero dei vantaggi fiscali ad assumere. I lavoratori assunti, dopo tre anni, vedrebbero trasformato il contratto da tempo determinato a tempo indeterminato ma, in cambio di questo vantaggio , gli imprenditori possono licenziarli senza giusta causa.

A questo punto l'imprenditore ricomincerà ad assumere lavoratori con contratto a tempo  determinato (ipotesi favorita dagli sconti fiscali), ritrasformando dopo 3 anni la tipologia del contratto da tempo determinato a  temnpoi indetermianto e, volendo, rilicendiando il lavoratore che avrebbe solo un indennizzo.
bene.

A questo punto le opinioni dei favorevoli e dei contrari sono le seguenti. Chiamiamo con FA i favorevoli e con CO i contrari al provvedimento.

FA: con il Jobs Act aumenteranno le assunzioni;

CO: forse è vero che aumentaneranno le assunzioni, ma i lavoratori perderanno ogni garanzia. Ed il rischio di licenziamento sarà sempre dietro l'angolo;

FA: ma gli imprenditori onesti non hanno alcun interesse a licenziare. Se il lavoratore serve ed è bravo , per quale motivo dovrebbe essere licenziato?;

CO: vero anche questo, ma le leggi che tutelano i diritti di una categoria non sono fatte contro gli imprenditori onesti, ma contro quelli disonsesti che lucrano sulle disgrazie altrui. Infatti è dimostrato che  con l'alternanza di assunzioni e licenziamenti l'imprenditore otterrebbe un ingiusto profitto. Insomma la tentazione è forte e, si sa, che  l'occasione fa l'uomo ladro.

La Trazzera aggiunge: in fondo la legge che punisce i ladri non è fatta contro gli onesti, ma, appunto, contro i ladri!

pippo vinci

domenica 28 settembre 2014

caro Nanni, dove sei?


http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13971

accorata e sarcastica lettera di Andrea Scanzi a Nanni Moretti colpevole (secondo Scanzi e secondo noi) di accettare pasivamente la linea di questa (diciamo) sinistra al potere. Clicca sulla foto e leggi il testo

martedì 20 maggio 2014

Voto Grillo, ma auguri a Tsipras

Domenica voterò per la lista del M5s, insieme alla Lega, unica vera opposizione in Parlamento, prima al governo Letta e poi al governo Renzi. Sel, lo dico onestamente, non mi ha soddisfatto su questo piano. E siccome di votare Lega non mi passa neppure per la controcassa del cervello, non mi resta che votare M5s. Ma ci sono anche altri motivi più profondi. Non ignoro i limiti ed i problemi del M5s e su questo sito, chi mi legge deve darmi atto di avere spesso criticato le scelte tanto di Grillo, quanto del movimento in quanto tale. Non ignoro affatto  le sue difficoltà a darsi una cultura politica omogenea ed un modello organizzativo soddisfacente. 

Ma è anche vero che si tratta di un movimento giovane, che deve ancora attraversare il lungo tunnel della propria definizione. Quanto all’accusa di populismo (che peraltro Grillo non respinge ed anzi rovescia in una orgogliosa rivendicazione): io non sono affatto populista, vengo da una cultura politica che non è affatto populista, però so che ogni processo di rivolta contro il sistema ha sempre avuto esordi di tipo populista. Ma, soprattutto, so che questa polemica contro il populismo è la foglia di fico dietro cui queste miserabili èlite nascondono le loro incapacità, la loro voracità, i loro ignobili privilegi.
Questo mi dice da che parte stare in questo scontro. Io credo che siamo in un momento cruciale della storia del nostro paese. Ed in particolare in Italia, le cd èlite stanno dando il peggio di sé. Dopo un ventennio nel quale hanno preparato il disastro presente, si apprestano a svendere questo paese: pezzi pregiati di Eni, Finmeccanica, porti, patrimonio immobiliare ed artistico, Ferrovie, Cdp, tutto sta per essere svenduto ed alla fine ci ritroveremo con lo stesso debito ma molto più poveri. Ricordate la svendita delle Ppss degli anni novanta? Dovevano servire ad abbattere il debito: che fine hanno fatto?

In questi venti anni abbiamo avuto un ceto politico sostanzialmente omogeneo, salvo sfumature di stile: stessa cultura politica liberista, stesso uso cinico delle tecniche surrettizie di raccolta di consenso, stessa moralità politica. Entrambe hanno occupato l’intero spazio politico con il solito argomento: vota me per non far vincere l’altro.

Ma era una falsa alternativa, come l’esito finale di questo ventennio nero rende evidente. Dunque, è arrivato il momento di rovesciare questa classe dirigente in tutte le sue “varianti”. La specie berlusconiana sembra felicemente avviata all’estinzione, ma ora è il momento di pensare al Pd. Il partito che ha fatto più danni sul piano della democrazia (per tutte si pensi alle leggi elettorali maggioritarie e senza preferenze ed alla riforma del titolo V nel 2001; alla riforma dei servizi segreti del 2007), che sta svendendo la Banca d’Italia, che ha sempre espresso il maggior grado di asservimento agli Usa, che in 20 anni non ha svolto alcuna azione di contrasto alla corruzione, che non ha fatto alcuna legge sul conflitto di interesse chiedendo i voti per farla, che per i giovani propone solo e sempre maggiori periodi di lavoro gratuito (servizio civile, praticantato post laurea, lavoro in azienda durante il periodo scolastico), che, con il pacchetto Treu, ha dato il via alla demolizione dei diritti dei lavoratori, che ha difeso la legge Fornero ecc. ecc.

Ora l’approdo alla segreteria Renzi è il punto di arrivo finale della degenerazione di quello che fu un grande partito di sinistra ed è oggi un piccolo covo di intriganti e faccendieri. Posso avere molte perplessità sul M5s, ma in compenso ho la certezza che il Pd di Renzi sia il nemico da battere e punire. E’ probabile che in questo turno Renzi cresca, l’importante ora è ostacolarne al massimo l’avanzata per batterlo nella prossima occasione.
Il M5s è lo strumento più efficace che ho per colpire questa classe politica.

C’è poi un secondo ordine di motivi: è evidente ormai che l’ordinamento della Ue, con l’Euro al centro, sta soffocando l’Europa ed occorra un forte ripensamento di questa costruzione tecnocratica. Se l’Europa dei popoli non è solo uno slogan, ma un’aspirazione vera, occorre prima mandare in frantumi questa Europa dei finanzieri e dei tecnocrati che è inconciliabile con l’altra. Il M5s, in Italia, è l’unico martello che ho a disposizione per colpire l’Europa delle banche, se non voglio lasciare campo libero, su questo tema, alle formazioni fasciste, xenofobe, di destra.

Inoltre, come ho sempre dichiarato, sono un convinto fautore della legge elettorale proporzionale come unica garanzia di vera rappresentanza non manipolata e, non solo il M5s è l’unica forza politica dichiaratamente proporzionalista, ma, soprattutto, so che una forte affermazione del M5s avrebbe l’effetto immediato di paralizzare l’abominevole legge Renzi-Berlusconi che è in discussione in Parlamento. E’ sufficiente che il M5s emerga come secondo polo per far passare qualsiasi velleità di legge maggioritaria a doppio turno. E già questa sarebbe da sola una ragione sufficiente.
Dunque, sulla base di queste considerazioni, voterò il M5s.

Tuttavia, faccio anche i miei auguri alla lista Tsipras di raggiungere il quoziente richiesto. Una sconfitta di questa lista sarebbe molto negativa, comportando la dissoluzione della sinistra radicale. Certo sarebbe stato auspicabile che questa lista avesse espresso posizioni meno ambigue su questioni come l’Euro e non si fosse rifugiata nello slogan fumoso dell’Altra Europa, che vuol dire tutto e niente; ma sarà un alleato importante la prossima volta, quando avrà chiarito le sue posizioni. E, dunque, che per ora non le manchi il quoziente. Ci pensino quei malpancisti del Pd che non se la sentono di votare per il M5s: hanno questa altra occasione di voto per sbarrare la strada a Renzi.

E, nella circoscrizione Nord Ovest, a quanti votino la Lista Tsipras, segnalo Nicolò OLLINO, studente di giurisprudenza a Torino, che conosco e stimo come uno dei giovani più promettenti di Rifondazione se e quando Rifondazione deciderà di fare sul serio e darsi un gruppo dirigente presentabile.
A tutti buon voto.
Aldo Giannuli

fonte: il sio di aldo  Giannuli

venerdì 16 maggio 2014

La sinistra è una Cassandra: ha ragione ,ma non viene creduta!

Pochi anni fa quando la crisi economica era ai suoi esordi, uno degli elementi che veniva sbandierato per giustificare il varo di norme restrittive era LO SPREAD!
Ogni giorno gli italiani ricevevao già a colazione la informazione sul  livello dello spread. Con questo spauracchio si giustificava (lo faceva la destra, lo facevano i moderat, lo faceva il PD) tutto quello che si faceva contro i lavoratori, i disoccupati, le pensioni, il Pubblico Impego, le tariffe, le imposte, i prezzo del gas o della benzina, il rinvio delle elezioni, la elezione di Napolirano, il cacao sul cappuccino.
Sono passati 5 o 6 anni e questo SPREAD è finalmente sceso a livelli ridicoli. Oggi è a 180 punti , un  cifra irrisoria rispetto ai 600 e passa di pochi anni fa.
Allora, tutti potrebbero pensare che grazie a questo ennesimo e millantato Miracolo italiano si dovrebbe invertire la linea di austerità e ridare fiato alla economia, rafforzare i diritti dei lavoratori, dare occupazione ai disoccuapti , ridurre le accise sulla benzina o i ticket sanitari, riabbassare l' età pensionabile, togliere il cacao dal cappuccino.
Invece NO! ora che lo spread è ai minimi storici, nessuno più ne parla. E di interventi utili alla popolazone ed ai laoratori, neppure l'ombra a parte gli 8o euro di l'elmosina che  Renzi ha promesso in campagna elettorale.
E questo alimenta il forte sospetto (che per molti "estremisti di sinistra" era una verità) che questo benedetto spread non avesse e non ha nulla  a che vedere con la economia reale. Era solo un bluff per fregare i poveri sudditi di questa povera Italia credulona, rassegnata... e senza palle!
I pochi (di sinistra ) che lo dicevano a gran voce erano, come al solito, additati come quelli che volevano affossare ltalia, erano catastroficti, antitaliani e desiderosi di  portare il bel paese nel baratro.. con tutti i filistei!.

Anche per questo (non solo per i fatti del Vajont, della trattativa Stato-mafia, di dell'Utri, di Berlusconi e compagnia bella) i moderati dovrebbero chiederci scusa. Ma non lo faranno!
MAI

pippo vinci

venerdì 2 maggio 2014

ma tutto questo Renzi non lo sa

Non so se vi serviva una prova del fatto che Renzi spesso non sa di cosa parla. Ma questo  è il destino di chi parla molto, di chi millanta e di chi si sente più furbo degli altri... quando furbo non  è.
Noi abbiamo la prova che la chiacchiera di Renzi è spesso vuota e inconsapevole.
Ieri (29 aprile) il nostro Primo Ministro ha esposto i punti salienti della riforma della pubblica amministrazione P.A.).
Innanzi tutto non si capisce perchè un premier in carica debba fare annunci e promesse piuttosto che  leggi,  decreti e provvedimenti esecutivi. Ma lasciamo andare. Veniamo al punto.
Renzi ha affermato che  per i dirigenti della P.A. si tornerà al ruolo unico. E poi ha aggiunto, per spiegare il concetto, "... in pratica niente più prima  e seconda fascia"
Forse non siete addentro ai fatti della P.A. ma il ruolo unico con le fasce dirigenziali non ci azzecca proprio nulla.
Ruolo unico significa non avere più distinzione tra dirigenti tecnici e dirigenti amministrativi.
Le fasce, citate fuori luogo  da Renzi, riguardando una sorta di grado di avanzamento di anzianità, di gerarchia, di carriera. E' come dire che nell'eserito non ci saranno più generali, colonnelli e capitani, Tutti ufficiali senza nessuna gerarchia. Vi sembrerebbe una bella idea?
Ma la verità sulla riforma del ruolo unico è ancora peggio della gaffe di Renzi:
Il ruolo unico, tragicamente in vigore in Sicilia, significa piuttosto  l'omogeneizzazione di tutti i dirigenti annullandone i percorsi formativi, il curriculum  e le capacità professionali.
Il tutto si traduce nella deplorevole conseguenza che un dirigente  tecnico (es agronomo) potrà essere assegnato a dirigere una struttura che si occupa di contenzioso amministratvo ed un giurista si potrebbe occupare di foreste o patate. Un geologo di trattamento economico ed un filosofo di infrastrutture stradalio di porti turistici.
Vi sembra una bella riforma?
Per i politici si, lo è!.
Loro, in un solo colpo,  vedrebbero raddoppiati o triplicati i posti dove piazzare i propri protetti.
In altre parole se io (politico old stile) voglio piazzare un mio delfino con la laurea in ingengeria, avrò a disposizione tutte (dico TUTTE) le strutture della P.A.
Capite che pacchia?
In Sicilia questa riforma dura da oltre 14 anni ed ha provocato solo disastri.
Renzi quindi manco capisce cosa gli stanno facendo fare. Perchè lui NON sa cosa vuol dire ruolo unico.
pippo vinci

lunedì 14 aprile 2014

.. e ora chiedeteci scusa!

La fine che stanno facendo i grandi berluscones (Berlusconi, Cosentino e  Dell'Utri  arrestati, Mastella pluriindagato, Bonaiuti e company defilati da Forza Italia, Cicchitto e La Russa dissolti,squagliati) sta attraversando il popolo italiano e tutti media come l'acqua attraversa il greto di un fiume. Una cosa normale e scontata.

Gli stessi reduci di quello che fu il partito più potente d'Italia e gli stessi giornalisti servi e/o comprati che hanno difeso (o non attaccato a dovere) questi delinquenti certificati sembra non abbiano alcun interesse a queste faccende. Guardano da tutt'altra parte
 .
Io non ci sto!
 .
Questa è la fine che questi loschi individui avrebbero meritato di fare già  25 anni fa quando solo in pochi (e noi tra questi) avevano capito che razza di individui avevano in mano il destino del bel paese. E questa omissione (sicuramente in malafede) ha distrutto l'Italia e almeno tre generazioni di giovani. Chi ci risarcirà di tutto questo disastro annunciato e programmato?
Nessun berluscones, nessun benpensante, nessun moderato, nessun cattolico, ora dice nulla. E soprattutto nessuno di questi si vergogna al punto di fuggire dall'Italia come ha tentato di fare Dell'Utri. O Almeno di fuggire dai media dove invece continuano a spadroneggiare parlando d'altro. Tipo di politica e di Costituzione. Quella Costituzione che hanno dissacrato, deriso e disapplicato  per 25 anni!
 E, ancora, nessuno  chiede scusa a chi aveva capito tutto, nessuno ammette di avere mentito (perchè tutti sapevano)
.
Insomma siamo nella ennesima fase del riciclo e dei voltagabbana e chi ci rimette è sempre la gente onesta , intelligente e (lasciatemelo dire ) di sinistra. Una sinistra (quella vera e non quella finta dell'attuale PD) che ha spesso, nella recente storia d'Italia, avuto ragione  e che non è mai stata creduta o accreditata con il beneplacito di quasi tutti gli italiani disonesti, mafiosi, evasori, moderati, di destra, qualunquisti, sobri, anticomunisti e cattolici.

pippo vinci

giovedì 27 febbraio 2014

da quale pulpito

Monta la polemica sul espulsioni del M5S. Abbiamo allora fatto una breve ricerca ne web ed abbiamo trovato (sul sito bojafauss e non solo)  questo interessante elenco di espulsi da parte del partito DEMOCRATICO


Ma non era Grillo ad espellere i dissidenti?

PARTITO davvero DEMOCRATICO?


Sui giornali semmai si legge questo:

Espulsa dal Pd l'ex sindaco di Avigliana, con lei vicesindaco e assessore.

Acqui Terme. Ferraris e Giglio espulsi dal Pd.

Il Gruppo del Partito Democratico del IV Municipio di Roma ha deciso di espellere il consigliere Giorgio Limardi, a seguito di un ripetuto comportamento difforme alle linee del partito.

Mario Russo, Valerio Addentato e Roberto Merlini sono stati espulsi dal segretario del PD provinciale di Roma Carlo Lucherini. 

Agropoli. Carmine Parisi: "Cacciato dal Pd perché ho denunciato la speculazione edilizia".

Troina. Espulsi dal PD due consiglieri comunali, per avere votato in contrasto con le indicazioni del partito.

Castiglione del Lago. Rosanna Ghettini, Caterina Bizzarri, Giancarlo Parbuono e Ivano Lisi espulsi dal PD.

Terremoto PD Alessano: espulsi Cosimo Del Casale e Donato Melcarne.

Piacenza, bufera nel Pd: espulsi i sostenitori di Renzi dall’esecutivo. Sostituiti i dirigenti con una telefonata. 

Rapallo, sono stati espulsi dal PD: Maria Cristina GERBI, Giorgio BRACALI, Alessio CUNEO, Emanuele GESINO, Maurizio Ivan MASPERO, Maria MORRESI, Giulio RIVARA.

La segreteria cittadina di Orta Nova ha attivato le procedure per il deferimento del consigliere comunale Antonio Bellino alla Commissione di garanzia, alla quale sarà proposta l’espulsione dal PD per violazione dello statuto e del codice etico. 

San Mauro Torinese, Rudy Lazzarini espulso dal PD insieme a un nutrito gruppo di colleghi.

CASERTA. Rino Zullo è stato espulso dal PD.

Carmelo Mazzola e Domenico Prisinzano sono stati espulsi dal PD di Castelbuono.

Afragola: Valentino espulso dal PD.

Sei iscritti al PD allontanati dal partito per non aver appoggiato Marini candidato sindaco a Frosinone.

Solidarietà a Paolo Dean ex sindaco di Fiumicello e a Rosanna Fasolo, ex assessore della giunta Dean, espulsi dal PD.

Terlizzi. Segreteria Pd: «Espulsi dal partito Ceci, Grassi e Adamo».

Avezzano. Il Partito democratico ha avviato la procedura per espellere Nicola Pisegna Orlando dal partito.

Anghiari. Danilo Bianchi espulso dal PD.

Campobello di Licata, il consigliere comunale Mimmo Tascarella espulso dal PD.

Gavorrano. Serena Remi, ex segretaria Pd ha presentato ricorso al Comitato Provinciale dei Garanti contro il provvedimento di allontanamento dal partito: «Registra pecche di forma ed è infondato».

Siena. Sospensione dal partito per Giovanni Bazzini, Anna Gioia, Luca Guideri, Giancarlo Meacci, Lucio Pace, Alessandro Piccini e Gian Luca Ranieri.

Belluno. Il Pd “scomunica” Massaro e gli vieta di iscriversi.

Mondragone. Sfiducia Cennami, espulsi dal Pd i tre consiglieri.

Il Pd passa ai fatti espulsioni ad Alessano.

San Giuliano Terme, il Pd espelle dal partito due consiglieri comunali.

Teramo. Le critiche scatenano l'epurazione. Espulso presidente comunale Pd.

Eboli. Salvatore Marisei, Carmine Campagna, Antonio Petrone, Armando Cicalese, espulsi dal PD

p.s io aggiungerei anche 
1) la espulsione di Letta da Palazzo Chigi (operata senza motivo dal rottamatore Renzi);
 
2) gli espulsi dal M5S avranno come consolazione l'incremento del loro salario mensile che aumenterà del 200% , da 5.000 a 15.000 euro... poverini!!!!!!

martedì 25 febbraio 2014

Il popolo dei creduloni

Da un po' di tempo il mondo viene regolarmente e metodicamente   ingannato dai pinocchi fotogenici. Per fare solo qualche esempio iniziamo con Silvio Berlusconi che doveva cambiare l'Italia con la rivoluzione liberale, con l'abbassamento delle tasse, con le grandi infrastrutture e con altre promesse inevase. Ed è finita come è finita.

Allarghiamo l'orizzonte  e ci imbattamo in un pinocchio mondiale, il tracotante presidente USA Barack Obama che doveva chiudere Guantanamo , portare la pace in medio oriente, introdurre la riforma sanitaria per i poveri.. ed è finita come è finita.

Poi è arrivao il papa buono (e perchè buono, gli altri erano cattivi?) che promette umiltà, semplicità, saggezza, carità cristiana, tolleranza e sobrietà e invece si è distinto per qualche telefonata alle suore, un abbraccio in platea agli amici d'imfanzia (com'è umano lui!), una lettera di conforto a una donna stuprata  e tante (ma tante)  ramanzine così  buoniste, ma così buoniste  da fare impallidire persino Fabio Fazio.
.
Ed ecco l'ultimo arrivato, Matteino Sorcio Renzi, che dopo avere detto a Letta: "da me non devi temere nulla.." o che ".. mai senza elezioni" si è impossessato di Palazzo Chigi, in un sol boccone. Ha messo nel gabinetto 5 o 6 raccomandati (ma giovani però), ha promesso abbassamnto delle tasse (Silvio style), abolizione del Senato col voto degli stessi senatori (l'ha detto proprio  in faccia ai senatori), aggiustatine quà e là delle scuole cadenti e si appresta a fottere per l'ennesima volta il popolo dei poeti, dei navigatori, dei santi e dei creduloni!

tutte le bugie di Obama

Mariano Litrico

giovedì 28 novembre 2013

alla facciazza nostra

Palazzo Grazioli a Roma
Ieri pomeriggio la maggioranza dei senatori del parlamento ha finalmente reso operativa una norma di legge che prevede la decadenza dalla carica parlamentare di un onorevole condannato in via definitiva. L'onorevole (!?) era Silvio Berlusconi.

I toni usati dal leader di Forza Italia 2.0 e da tuttii suoi deputati suoi schiavi e suoi prezzolati, sono stati foschi, idencenti e da prodromo di guerra civile

... passano alcune ore....

La sera , durante una tramsissione giornalstica (gazerbo) che raccontava i fatti politici, si è potuto assistere ad un altro spettacolo: un grande numero di senatori e senatrici seguaci del decaduto, sfilavano davanti le telecamere in attesa di essere ammessi al cospetto del decaduto,   a palazzo Grazioli, sede principesca (in affitto) dell'ex senatore. Ebbene i deputati apparivano freschi come delle rose. Nessun faccia affranta o  da funerale da parte di coloro che in pubblico annunciavano la fine della democrazia, o complotti, o funerali e catastrofi. Sorrisi, battute, volti sereni che sprizzavano  gaudio e salute.

Il tutto scaturisce in una sola considerazione: per questi signori e per queste signore la politica è semplicemente un divertente gioco di alta società per spassarsela a Roma spendendo i lauti guadagni auto conferitisi con leggi e leggine pro-casta. E conducendo una vita da VIP onoratoi e venerati dai media che si contendono i citati VIP per portarli nei salotti buoni del piccolo (e orribile ) schermo.

A loro nulla importa di Berlusconi, nulla importa dell'Italia. A loro interessa solo che questa fiera duri il maggior numero di anni possibile per continuare a fare la bella vita alla faccia di tutti gli italiani anti o pro-Berlusconi!

p.s. Un piccolo pensiero va ad un nuovo ingresso nel mondo dorato della dolce vita romana: il neo senatore Ulisse Di Giacomo, che ha sostituito il decaduto. Ma l'ingrato Ulisse pare che abbia subito optato per il partito foglia di fico di Alfano.

sabato 19 ottobre 2013

L'inconsapevole nobile obiettivo dei grillini

Dopo un periodo abbastanza congruo di presenza nelle istituzioni i grillini sono diventati (loro malgrado) quasi escusivamente fautori della lotta ai costi della politica. Così li disegnano i loro avversari sostenuti da un esercito di giornli , TV e siti web.
Ma anche se così fosse (e non lo è se si analizza meglio la loro attività istituzionale), questa crociata contro i costi esagerati della politica è una guerra che, se vinta, porterà all'Italia enormi benefici.
Il ragionamento è  molto semplice.
Nel corso di questi ultimi decenni, i parlamentari, pur rendendo la vita dei comuni cittadini sempre più costosa, non si sono fatti scrupolo nell' aumentare le loro prebende ed i lor privilegi che non sono solo economici (Berlusconi docet).

Questi smisurati privilegi, uniti al potere di cui vengono in possesso, ha fatto diventare la carriera politica non più un modo nobile per servire patria e cittadini, ma un mezzo per arricchire se stessi ed i loro amici, un modo per delinquere coperti da immunità sempre piu solide, un modo per assicurarsi un futuro senza rischi e via dicendo. Il paese può aspettare e sostenersi da solo.

Supponiamo ora che la lotta dei grillini, alla fine, avrà successo. Supponiamo che la vita del parlamentare sia "solo" una vita limitata nel tempo (due legislature), senza vitalizio , con stipendi umani (3-5000 euro mensili e basta), senza alcuno scudo in cao di reati (art 3 della costituzione).
Resterenbbe per loro solo (si fa per dire) il grande onore e ònere di servire la propria nazione ed i propri concittadini.

Credo che molti di noi farebbero la fila per fare questo.
Ed ecco che quelli che oggi fanno politca per l'arricchimento e per i privilegi cercherebbero strade meno impegnative con il risultato che in politica andrebbero solo persone serie, oneste e capaci e con il solo obiettivo di fare il bene dei propri concittadini amici e non.

Sosterrò sempre i grillini se non abbandonernno questo prestigioso e nobile obiettivo

martedì 6 agosto 2013

V V V: Vergogna Valentina Vezzali

Ho appena scoperto che la campionessa di scherma e onorevole Valentina Vezzali (scelta civica!) riesce ad allenarsi ed a fare le gare, ma non trova mai il tempo per andare in parlamento. Credo che si prenda sanosano il suo lauto stipendio di parlamentare.
Perchè non si solleva questo caso e non si sollecita una legge contro il vergognoso assenteismo parlamentare? Secondo me un parlamentare dovrebbe decadere se il suo tasso di assenteismo supera il 30%.
O almeno che gli si deduca proporzionalmente la "paga".

venerdì 2 agosto 2013

attendere che vada in "gabbia". poi votare.

Berlusconi condannato, e incandidabile per 6 anni. Molti sono stati i commenti a questa sentenza che certifica quello che si sapeva da oltre (dico oltre) 20 anni. Cosa succederà ora?

Io credo che sulla scia di questa sentenza i suoi elettori, in caso di elezioni, faranno quadrato ed il pregiudicato potrebbe ottenere una schiacciante vittoria considerato che anche i leghisti, passato il treno Bossiano,  daranno all'ex cavaliere il loro apporto.

L'unica speranza per i suoi avversari (?) del Pd sarebbe quella di costringerlo ad una campagna elettorale durante la sua detenzione domicliare quando (ritengo) non gli sarà consentito spadroneggiare in   Tv e ipnotizzare ancora una volta gli Italiani coglioni che sono almeno il 30% della popolazione.

Se proprio si vuole andare a votare si aspetti che il caimano sia chiuso e imbavagliato nella sua reggia. Non credo che i suoi scagnozzi siano alla sua altezza!

pippo vinci

martedì 16 luglio 2013

Gli errori di Serra


Michele Serra
Nel numero di Repubblica di oggi, Michele Serra, uscendo fuori dal suo abituale e striminzito recinto intitolato l’amaca”, analizza la trentennale questione su che cosa significhi  oggi essere di sinistra.

L’articolo è lungo e, spesso, anche noioso, nonché pieno di sapientismi intellettuali rococò, a volte incomprensibili, altre contraddittori, ma a me sembra di avere colto ì due principali elementi del ragionamento del famoso giornalista “di sinistra”

  1. Serra cosidera come unico elemento caratterizzante la sinistra, la spinta verso il cambiamento. Quindi , dice lui, sinistra  e progressismo sono  pressocchè sinonimi.
  2. Serra, nell’analizzare la situazione della sinistra italiana, prende in considerazione solo i rappresentanti del partito democratico.

Ammesso che io abbia colto l’essenza dell’articolo, diciamo subito che i due elementi sopra indicati mi trovano del tutto in disaccordo.

Se fosse vero che la sinistra si identifica quasi esclusivamente con la spinta verso il cambiamento potremo pradossalmente dire che il berlusconismo rappresenta l'estrema sinistra di questo Paese visto che in questi ultimi 20 anni, di cambiamenti ne abbiamo visti in quantità industrialei. Peccato che sono stati tutti orientati verso la distruzione dello stato sociale, delle regole condivise, della legalità, dell'ambiente, della scuola e della sanità pubblica, della informazione ecc.

In rifermeno al punto 2, oggi tutto si può dire del PD tranne che sia un partito di sinistra solo solo perché ha partecipato al disastroso cambiamento di cui sopra, a volte da complice, spesso da protagonista.


In altre parole caro signor Michele Serra sul primo punto ti informo che essere di sinistra significa, (a mio avviso) tantissime cose che mi permetto qui di riassumere in pochi , ma fondamentali element quali la difesa dello stato sociale, la opposizione alle guerre, la salvaguardia dei principi costituzionali, la protezione dell’ambiente, della scuola e della sanità pubblica, del potere di acquisto dei lavoratori, delle pensioni, delle minoranze etniche, dei più deboli, della libertà e pluralità di espressione e religione, della informazione trasparente ecc ecc ecc. Tutte cose che appunto 20-30 anni fa erano state  conseguite con immani sforzi e sacrifici dell'allora  partito comunista. E non solo. 

Da quel momento in poi, sarebbe stato enormemente più "di sinstra" difendere quello che si era conquistato e magari fare la parte della schiera dei conservatori: salvaguardando e conservando strepitose conquiste sociali. Ua fra tutte,  lo statuto dei lavoratori . 

Per carità, si  poteva anche andare oltre, in questo caso si con ottica progressista. Molto infatti rimaneva da fare  (chessoio) sul fronte dell'abusivismo, dello stesso ambiente, della evasione ficale, della lotta alla criminalità organizzata, della laicità dello stato, della gustzia (la lunghezza dei processi) e così via.

In quanto al PD , stendiamo un velo pietoso. I veri rappresentanti della sinistra , in Italia, ci sono, ma purtroppo da molto, troppo tempo questi soggetti, ed i loro partitini, non sono più rappresentati a livello istituzionale se non in qualche sparuto consiglio comunale o provinciale. 

Ma intanto sarebbe già un buon inizio cominciare a non considerare di sinistra personaggi e come Bersani, Violante, Letta, Bindi, Fioroni, Finocchiaro e compagnia bella.....oppure giornalisti come Michele Serra.

pippo vinci

domenica 14 luglio 2013

sospetta e maleodorante sudditanza!

Tra le dichiarazioni più ricorrenti emesse dai rappresenanti del partito democratico c'è la seguente: noi berlusconi vogliamo batterlo politicamente!.

Ma non si capisce cosa intendano  e , soprattutto, cosa se ne facciano di questa vittoria politica sul presunto nemico Berlusconi.
In termini pratici Berlusconi, infatti,  è stato battuto politcamente (.leggasi alle elezioni politiche) per ben 3 volte.

Ma quando il PD si ritrova con questa auspicata )?!) vittoria, poi non sa cosa farsene. Anzi, quasi se ne pente  e fa di tutto per trasformare lo sconfitto in vero padrone del suo partito, del partito democratico, del Parlamento (dove non va mai), del Milan  e dell'Italia tutta.

Nelle ultime recentissime elezioni, il paritto di Berslusconi non solo ha perso "politicamente" dal PD, ma è arrivato appena sul podio, superato ache dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo..
Berlusconi è stato, quindi, battuto politcamente. Non credo che i democratici aspettino di vedere il PDl al 2%! Campa cavallo. Si può vincere anche di poco, come si vince di poco , oramai , in moltissmi i paesi democratici nel mondo.

Ma poi al momento di concretizzare la vittoria (politica), di metter a frutto il risultato elettorale, il PD ripete inopinatamente e roboticamente la frase: "... noi Berlusconi vogliamo batterlo politicamente!"

Cazzo , lo dici da 20 anni. Guarda che lo hai battuto politicamente (406 seggi contro 197).
Un partito on una forza parlamentare così imponente non può avere alibi e deve agire di conseguenza, fedele alla sua ventennale frase tritapalle:.. noi Berlusconi vogliamo batterlo politicamente.. Ma quando mai! Gli atti e le mosse di questo PD, sono tutte improntate nell'ottica della difesa di Berlusconi , se non , addirittura  nell'ottica di un rafforzamento della sua posizione.
Insomma questo non è rispetto del perdente, mae sospetta e maleodorante sudditanza.



mercoledì 1 maggio 2013

Governo Letta jr. Ecco cosa succederà

Il Primo Ministro Letta jr
E' nato il nuovo governo letta  jr. ma il suo destino è segnato. Ecco cosa succederà dei prossimi mesi

Berlusconi farà finta di sostenere questo governo costruito ad arte senza di lui e senza i suoi maggiori big (Alfano è un pagliaccio, Lupi una nullità) e comincerà ad avanzare pretese populiste e ruffiane, ma irrealizzabili ed inaccettabili.

Di questo passo la sua popolarità crescerà, i sondaggi gli daranno ragione, E quando il vantaggio sarà decisivo farà cadere il governo dando la colpa al PD che non ha voluto fare le (sue) riforme. E questa commedia è iniziata immediatamente con la storia dell'IMU che B. "suggerisce" di abolire in cambio del sostegno a questo esecutivo. Sarà un tormentone!


Se il PD volesse veramente il bene del paese (dubito) ed il male di B. (ridubito) , a quel punto dovrebbe fare di tutto per cambiare maggioranza e rivolgersi ai grillini che potrebbero essere più remissivi se i sondaggi li vedessero ridurre di "troppo" i loro consensi o se si convincessero che l'eliminazione di B sarebbe un bene per l'Italia e per lo stesso movimento 5 stelle.Ed un primo decisivo passo verso la tanto (da loro) auspicata distruzione dei vecchi partiti.

venerdì 26 aprile 2013

Senti chi parlava

Il PD continua  aoffrire esempi di incoerenza, inaffidabilità e comicità. ma oramai è quasi innaturale chiamare questa accozzaglia di politici "un partito"

L'ultima esce dalla bocca di Boccia e Franceschini, seguitiu a ruota dalla neo presidentessa del Friuli.
Debora Serracchiani. "..chi non vota il governo Letta, sarà espulso dal partito"

In altre parola , chi sarà coerente con quello ch il PD ha detto in campagna elettorale sarà espulso. Più che comico, esilarante.

Aggiungo che gli stessi politici del PD davano del "nazista" a Beppe Grillo per aver espulso dei rappresentanti del suo movimento per NON  essere stati coerenti con le loro stesse regole. Una espulsione dolorosa e forse esagerata,  ma sicuramente più ovvia e corretta di quella paventata dagli zombi del PD.

sabato 20 aprile 2013

Grillo aveva ragione

Ecco serviti tutti coloro che accusavano Grillo di volere solo distruggere. Grillo aveva ragione. I partititi sono finiti. Lo dimostra questa elezione del capo dello Stato dove l'unico partito serio e coerente si è dimostrato quello del l'ex comico di Genova. L'altra coerenza la concediamo al PDL, ma quello lì non è un partito è un gruppo di soldatini agli ordini di un capo.

Grillo ed i suoi cittadinai hanno scelto in modo più o meno misterioso, un uomo di grandissima qualità umana, morale, professionale ecc ecc. Che peraltro ha seguito, politicamente, le strade del PD. Ma dall'altro lato , inspiegabilmene, hanno fatto finta di non sentire  ed hanno preferito lacerare un partito già in piena crisi pur di non accogliere l'unica proposta seria, efficace, unificante e pforiera di rosee prospettive per governo e paese. Grillo gli offriva piena disponibilità per fare un governo e, soprattutto, per annullare Berlusconi. Che vogliono di più?

E sterile appare la scusetta che loro  avrebbero insegito i grillini per 40 giorni per fare un governo perchè
1. in politica (loro ci insegnano) gli scenari possono cambiare da un giorno all'altro:
2. gli atteggiamenti rancorosi, in politica, sono solo una copertura per nascondere altri incoffessabili motivi:
2. le offerte di Bersani ai 5 stelle (i famosi 8 punti) erano più fumosi dello studio di Maigret;
3. il tentativo di accordo con Berlusconi è stato sempre in testa ai desiderata dei vertici del PD.

Ma se questo PD deve morire, che muoia pure, forse dalle macerie potrà rinascere un vero partito di sinistra che accolga i milioni di elettori traditi da anni di inciuci.

domenica 31 marzo 2013

Auto collettive e autista blu

Cameron in bici nel traffico
Le polemiche sull'uso delle macchine di rappresentanza istituzionale, le auto blu, in Italia degenera sempre in polemica da tifo calcistico. Si va dall'integralismo grillino alla tracotanza berlusconiana.

Io credo che il ragionamento più equlibrato non sia SE si debbano o meno utilizzare, ma COME.
Insomma credo che lo scandalo stia nel loro abuso più che nel loro uso.

Quando si parla di auto blu molti fanno l'esempio del premier inglese Cameron che pare vada a lavorare uscendo da Downing street 10 in bicicletta.

Ma avete mai visto Cameron andare in bicicletta ad un vertice internazionale, ad un G8 o a un incontro con il Papa?

Ecco il punto sta tutto qui. L'auto blu ha un senso se si usa per motivi strettamente istituzionali o di rappresentanza Non ha senso se si usa per andare al lavoro quotidiano o per fare la spesa.

Io piuttosto ne limiterei il numero. Visto che non tutti gli onorevoli, i ministri,  gli assessori, i sindaci, i presidenti ecc hanno impegni istituzionali di alto livello contemporaneamente, eviterei il mezzo istituzionale personale optando per un "numero congruo" a disposizione di tutti i papabili he lavorano in una istituzione. 
Lo potrebbero utilizzare a turno e solo quando risulti indispensabile, più dignitoso e privo di alternative adeguate e più economiche. Oppure  entrando in macchina in due o in tre contemporaneamente. L'autista blu lascia i pezzi grossi nei vari siti deve sono impegnati, poi va  a riprenderli alla fine del lavoro. Con i telefonini non sarebbe complicato, no?
Per il resto ci sono mezzi pubblico, taxi, mezzi privati e ... piedi privati

pippo vinci

giovedì 21 febbraio 2013

Essere oggi di sinistra

Rivoluzione civile: dall’America Latina all’Europa

di Fabio Marcelli -

Conobbi Rafael Correa, da poco eletto presidente dell’Ecuador, all’aeroporto di Cochabamba in Bolivia nel dicembre 2006. Avevo partecipato a un evento collaterale al vertice dei presidenti sudamericani (Unasur) dove avevo svolto un parallelo e un confronto fra i processi di integrazione regionale in Europa e in America Latina. Stavo facendo la fila al check-in in compagnia di due deputate salvadoregne, già comandanti guerrigliere del Frente Farabundo Martì, quando passò Correa e gli facemmo un applauso. Lui si fermò e ci chiese da dove venissimo. Lo salutammo e gli augurammo buon lavoro.

Lo rividi nel novembre 2008 a Quito, in occasione della presentazione del Rapporto finale della Commissione di indagine sul debito estero, cui avevo avuto occasione di collaborare. Un lavoro davvero importante ed esemplare, grazie al quale finalmente è stata fatta chiarezza su un debito estero enorme, frutto di vari raggiri e conflitti d’interessi. Un’operazione analoga di trasparenza effettiva andrebbe fatta sul debito pubblico italiano e di tanti altri Paesi, ma il governo dell’Ecuador è finora stato l’unico a realizzare questa attività indispensabile.

Utile anche a ridurre di molto l’entità del fardello debitorio, recuperando risorse sottratte alla vorace finanza e investite in servizi sociali, sviluppo economico e benessere del popolo.
In effetti, con Correa presidente, il denaro è andato a finire dalla parte giusta. Le cifre parlano da sole: la povertà è stata ridotta del 12%, aumentate le tasse nei confronti delle imprese multinazionali, incrementati gli investimenti in salute, istruzione e cultura. Risultati riconosciuti dal popolo ecuadoriano che domenica, a grande maggioranza, ha confermato la sua fiducia nei confronti di Correa.

Per certi commentatori sono democratici solo quelli che sono “omogenei” all’Occidente, ovvero possono vantare servilismo nei confronti delle potenze dominanti e dei poteri finanziari (e autoritarismo nei confronti dei propri popoli). Tutti gli altri sono pericolosi populisti, dittatori mascherati, ecc. Solo chi prende ordini dalle istituzioni finanziarie internazionali, secondo i pennivendoli di casa nostra, può essere definito democratico a tutti gli effetti. Ma questa genia, che ha fatto danni e disastri negli anni passati, è fortunatamente in via di estinzione in America Latina, tanto è vero che non corrispondono più pienamente a questi connotati neanche presidenti di destra come il colombiano Santos e il cileno Piñera.

E Correa è parte integrante, anzi uno dei protagonisti, di questa lunga primavera latinoamericana, tanto è vero che ha voluto dedicare la sua vittoria al comandante Chavez, che nel frattempo sta meglio ed è tornato in Venezuela, dove gode del 70% dei consensi e speriamo possa godere di lunga e fattiva vita alla faccia dei menagramo.

Sfogliando un libro di storia, qualche giorno fa, sono stato colpito da un’analogia. Intorno al 1820, mentre in Europa infuriava la restaurazione monarchica guidata dalla Santa Alleanza, in America Latina Simon Bolivar e altri combattevano per l’indipendenza. Oggi, a due secoli quasi di distanza, in America Latina sono poste le nuove frontiere dell’umanità in lotta contro il neoliberismo e il mercantilismo sfrenato, mentre l’Europa si dibatte in una profonda crisi di prospettiva dovuta in buona parte al prevalere di ideologie oramai stantie, espressione solo del potere prevaricatore e paralizzante delle oligarchie finanziarie.

Solo liberandosi di questo potere sarà possibile restituire un futuro ai nostri Paesi, nell’interesse dei giovani e delle future generazioni.
Quindi per molti aspetti va seguito l’esempio dell’America Latina. Un’altra analogia degna di nota è, a tale riguardo quella tra il partito di Correa, che si chiama Rivoluzione Cittadina, e la coalizione capeggiata da Antonio Ingroia, che si chiama Rivoluzione Civile. Due elementi in comune: il riferimento alla necessità di una trasformazione sociale profonda e il richiamo alla cittadinanza, al protagonismo dal basso, al potere di tutti quelli che sono senza potere e senza diritti, ma sarebbe ora che si svegliassero anche qui da noi.

dal Fatto quotidiano
 
Basta! Parlamento pulito passaparola