sabato 29 marzo 2008

I brogli elettorali e i non reagenti di Palermo




All’indomani delle elezioni amministrative per la scelta del sindaco di Palermo, fu chiara la illegalità ed illegittimità del risultato. Tutti i Palermitani, direttamente o indirettamente, avevano assistito ad orrende anomalie sia durante la campagna elettorale che nel corso della giornata elettorale
Si andava dall’acquisto dei voti, per passare alle intimidazioni fuori dai seggi, alla compilazione delle schede bianche, alla falsificazione di documenti di identità, alla alterazione di verbali.
Per non parlare dell’oramai istituzionalizzato voto pilotato dalla mafia. In questo contesto Cammarata fece la parte del vincitore acclamato dal popolo palermitano. Ma il candidato ufficialmente sconfitto, Orlando, disse : “il vero vincitore sono io”.
Ieri (28 marzo 2008) sono stati arrestati due presidenti di seggio che a quelle elezioni pare abbiano alterato più di 500 schede a favore di Diego Cammarata. Non è che la punta di un iceberg che comincia a venire fuori.

Torniamo ai giorni immediatamente successivi al voto. Si costituisce un Comitato che vuole denunciare le “porcherie” viste e sentite. La popolazione è chiamata a reagire. Reagisce? Neanche per sogno!
Ecco le alte motivazioni dei non reagenti
ma tanto che ci possiamo fare!” -“ma si sa che è sempre stato così! – “questa è la politica!” – “ basta, non vado più a votare
.. e così via.
Ed anche a Roma, dove tutti sanno, nulla si muove. Anzi il presidente del consiglio Prodi si congratula con Cammarata e cosi fanno tutti i leader dei grandi partiti. Beh! Che potevano fare?
Alle sguarnite manifestazioni del Comitato si aggiungono quelli che manifestano per avere una casa e quelli che non vogliono la privatizzazione dell’acqua. Giusto, tutto giusto. Li approvo, li appoggio, li sostengo e combatterò sempre accanto a loro. Però!
Io dissi : cari amici senza case, cari fratelli dell’acqua è di tutti. Non annacquiamo il problema dei brogli. In una democrazia, il voto è l’unica arma che abbiamo per ottenere quello che giustamente reclamiamo. Se ce lo tolgono non ci sono lotte che possano avere una minima speranza di successo.
Esempio:
Tu protesti (chessoio) contro la privatizzazione dell’acqua. Vai sotto la casa del sindaco. Alla fine il sindaco cede e promette (promette!) che l’acqua non sarà mai privatizzata. I manifestanti sono contenti, hanno raggiunto il loro scopo (ingenui!)
Poi l’acqua la privatizzano. Si vota. E la cittadinanza, indignata, decide di votare contro il sindaco della falsa promessa.
Niente paura. Il sindaco se ne può fottere del voto della popolazione indignata. Infatti, trucca le elezioni e vince. Anzi stravince. E Dice: “I cittadini sono con me e hanno approvato le mie scelte”
Ecco fatto.
Il problema dell’acqua resta, anzi si aggrava. E via ad altre manifestazioni dove, ovviamente, andranno meno cittadini delusi. Nuove elezioni, nuove promesse. Nuovo brogli. Situazione immutata. Via via il popolo si stanca ed accetta tutto senza più reagire.

Morale della favola. Molti sono i problemi importanti e meritevoli di attenzione, ma nessuno di questi è risolvibile in assenza di un voto libero, trasparente, valido, cosciente e pulito.
Ricordo che questa è la sola arma che abbiamo per far valere i nostri diritti e, in definitiva, per vivere meglio. Non annacquiamola e combattiamo per riappropriarcene.

(pippo vinci)

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Basta! Parlamento pulito passaparola