lunedì 23 giugno 2008

incredibile!


C'è ancora molta, troppa gente che sottovaluta il problema del controllo della televisione da parte di Berlusconi. Il vero problema sarebbe (dicono) che la sinistra non ha un progetto da proporre. E' vero (in parte) anche questo, ma non è certo il problema principale.

E comunque anche se la sinistra avesse questo progetto (ma che vuol dire progetto?) non avebbe modo di comunicarlo e di diffonderlo.

E ancora, non è già un gran progetto contrastare il berlusconismo affermando princìpi di giustizia sociale, legalità e solidarietà ? Principi che lui alternativamente nega e calpesta. Di che altri progetti andate parlando, se no?

E poi, dicono, basta con la politica dell'"anti". Ah no? E che dire dell'ANTIfascismo, e che dire delle grandi rivoluzioni (francese e d'ottobre) che scaturirono proprio CONTRO un regime affermando principi di giustizia, uguaglianza e solidarietà negati dai governi aristocratici e zaristi?

Bene, visto che non ho più fiato (ne' una riconosciuta autorevolezza) per sostenere la mia tesi, Vi affido alla visione di questa intervista allo scrittore e giornalista statunutense Alexandre Stille. Almeno lui conterà più di me!!!!

clicca qui per vedere io video

Chi è Alexander Stille

Figlio del giornalista italo-statunitense Ugo Stille, Alexander Stille ha studiato all'Università di Yale, per poi specializzarsi alla scuola di giornalismo della Columbia University. All'epoca in cui suo padre fu direttore del Corriere, ha vissuto per un breve periodo in Italia, imparando a conoscerne la politica e gli aspetti sociali e culturali, per poi tornare negli Stati Uniti.
Nel 1992, dopo aver iniziato una carriera come giornalista, ha dato alle stampe il suo primo libro: Uno su mille. Cinque famiglie ebraiche durante il fascismo (titolo originale Benevolence and Betrayal: Five Italian Jewish Families Under Fascism), incentrato appunto sulle discriminazioni razziali avvenute in Italia nel periodo fascista. Lo stesso Stille è di origine ebraica, e suo padre dovette lasciare l'Italia negli anni '30 per sfuggire alle leggi razziali fasciste.
Del 1995 è il suo secondo libro, Nella terra degli infedeli. Mafia e politica (titolo originale Excellent Cadavers: The Mafia and the Death of the First Italian Republic), inchiesta sulla mafia siciliana della seconda metà del secolo passato. Il libro, dedicato alla memoria dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, si concentra in particolare sugli anni '80 e '90, e sui fatti che coinvolsero i clan guidati dal mafioso Totò Riina.
Nel 2003 pubblica La memoria del futuro (titolo originale The Future of the Past), libro che punta il dito sulla necessità di preservare gli antichi monumenti e reperti, in quanto unico legame fra la modernità ed il passato.
Tre anni dopo, nel 2006, viene pubblicato il suo The Sack of Rome: How a Beautiful European Country with a Fabled History and a Storied Culture Was Taken Over by a Man Named Silvio Berlusconi, noto in Italia come Citizen Berlusconi, libro-inchiesta sul noto politico Silvio Berlusconi.

Alexander Stille attualmente vive a New York, ed è professore di giornalismo presso la Columbia University.

Nessun commento:

 
Basta! Parlamento pulito passaparola