giovedì 10 luglio 2008

Minori rom

Non è mai sufficiente, evidentemente, citare la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, diventata legge dello Stato italiano, attraverso ratifica, nel 1991.
Convenzione che all’articolo 2 tutela ogni bambino e bambina da norme e pratiche discriminatorie. Non sono previsti interventi quali prendere le impronte digitali, tanto più se questa pratica assume aspetti a sfondo etnico, razziale.
Se infatti è vero che per ciascun bambino ha diritto al nome e all’identità, questo deve avvenire con le stesse modalità con le quali si riconosce l'identità di tutti i bambini. Il riferimento del Ministro Maroni all’art.3, il "supremo
interesse del bambino" risulta essere funzionale e strumentale alla posizione del Ministro. Infatti, la Convenzione specifica che in nessun caso un diritto possa essere utilizzato per negarne altri, pena la totale vanificazione della Convenzione stessa.
Per quale motivo dovremmo introdurre una pratica così aberrante, quella di prendere le impronte digitali dei bambini, nei confronti dei bambini rom? Per darli in pasto a quanti vogliono una società che può additare il male negli altri, a partire dai bambini?
Essendo tutti i bambini una faccenda seria, non possiamo che avvicinarci a loro con estrema serietà, disponibilità al rispetto, alla tutela, alla loro promozione come esseri umani.
Per chi conosce anche solo poco la storia dei rom, sa quanto essi siano genitori sufficientemente buoni, quanto amino i propri figli. Per far crescere al meglio questi bambini servono interventi mirati nel campo delle politiche a favore delle loro popolazioni, il cui nomadismo è oggi solo quello di chi deve trovare quotidianamente il sostentamento, laddove non sono stati fatti interventi politici efficaci. Non possiamo scordarci che la questione nomadi riguarda ciascuno di noi, fosse anche solo perché la maggior parte di loro sono cittadini italiani. Non può
essere lasciata a un Ministro pro tempore dello Stato, in cerca di consensi e di acclamazioni popolari.
Nei Comuni del nostro Paese in cui si sono attuati interventi condivisi con le popolazioni rom e sinti, i bambini vanno a scuola, non fanno accattonaggio, seguono corsi di orientamento lavorativo, lavorano da giovani e da adulti nei cantieri, nelle officine, nelle fabbriche, vivono nelle case, hanno famiglia.
Laddove si è steso un velo di disinteresse su queste popolazioni i problemi si sono sviluppati, come sempre quando il welfare locale è debole, disinteressato, poco lungimirante. Questo anche come conseguenza della modifica del titolo V della Costituzione che ha delegato agli EE.LL. gli aspetti di welfare regionale e municipale, con politiche che si stanno sempre più diversificando sul territorio nazionale. Aspetto che è oltre modo importante per i rom che attendono da anni il riconoscimento come minoranza linguistica, cosa che li tutelerebbe maggiormente come politica nazionale unificante, oltre a metterli in condizione di valorizzare il patrimonio culturale di cui sono portatori.
Serve passare dal ritenerli un problema a considerarli una risorsa, superare il muro di ostilità e di pregiudizio che li circonda, valorizzare le buone pratiche presenti sul nostro territorio.
Servono serie politiche abitative, passare dai campi alle case, politiche scolastiche, sanitarie, di accompagnamento, con loro. È possibile, ci sono molteplici esempi significativi.
Non c’è altra strada se vogliamo far crescere ogni bambino, loro, nostro, senza gravarlo fin da piccolo delle nostre paure, carenze, sfiducie.

Per Arciragazzi Nazionale
Daniela Calzoni Responsabile scientifica / esperta in tematiche minori rom
Pasquale D’andrea Presidente Nazionale
1 luglio ’08

1 commento:

frasalice95 ha detto...

Guarda, su quello che hai detto commento mandandoti un articolo con cui sono pienamente d'accordo. Anzi te ne madno tre, tutti molto interessanti, soprattutto il primo che una testimonianza di una donna che lavora con i rom. E' forte vedere una che giudica questa faccenda delle impronte digitali vviendola da dentro. Anche perchè lo si vede che non è mossa da nessuna ideologia o orientamento politico ma solo ed esclusivamente dall'espeirenza. Anche se uno non è d'accordo non può non ascoltarla!

http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=3521

http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=3564

http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=3525

 
Basta! Parlamento pulito passaparola