martedì 23 dicembre 2008

Con i comunisti non si discute, con i mafiosi invece si


I fatti politico-economici che si stanno avvicendando in questi giorni mettono in luce, se confrontati con il recente passato, una irritante forma di discriminazione politica.

Quando i comunisti erano ancora in giro( parlo dei comunisti “de noantri” ossia quelli inoffensivi e comunque rispettosi della Costituzione e delle libertà altrui), ogni cosa che usciva dalle loro bocche era vista come una offesa, un pericolo, una forma di obsoletismo e di conservatorismo incompatibili con il mondo moderno e globalizzato.
Le cose che dicevano i comunisti non si discutevano. Si contestavano per principio, in quanto chi le diceva era comunista.

Quello che invece veniva detto da tangentisti, mafiosi, corrotti e incompetenti poteva essere discusso nel merito. Non essendo giusto criminalizzare l’avversario solo perché era mafioso o corruttore, anti-costituzionalista o ignorante. No, si diceva, vediamo cosa propongono e poi discutiamo. Bisogna combatterli nel merito.

A quei tempi pochi ripetevano, inascoltati, di non avere nessuna intenzione di ascoltare un delinquente, anche ammettendo che fosse un grande (?!) statista.
Per queste cassandre la legalità ed il rispetto delle regole dovevano essere messe al primo posto in un paese civile e democratico. Ma tutti se ne sono bellamente e altmanete fregati di questa posizione di minoranza. "..Questa ossessione delle regole è insopportabile. L'importante è non essere comunisti.. chiaro?"

Ora (udite, udite!) succede che i corrotti, i mafiosi, gli ignoranti ed i Piduisti (tutti al Governo di questo Paese) dicono quanto segue:
1. il mercato non può controllare da solo l’economia . Quindi lo Stato deve sostenere le banche, deve intervenire in situazioni perverse di mercato, deve addirittura condurre e guidare la vertenza dell’Alitalia e così via
2. basta! per uscire dalla crisi economica bisogna lavorare di meno, ma lavorare tutti. Via alla settimana corta.

Non vorrei fare il saccente e l’antipatico, ma queste due cose le diceva il compianto (politicamente) Bertinotti, il defunto (politicamente) Di Liberto, il desaparecido (politicamente) Ferrero e così via.

Ricordate le 35 ore? Addirittura il centrosinistra preferì fare cadere il governo Prodi piuttosto che discutere il tema. Non dico accettarlo. Non si volle neanche discuterlo! Pareva poco elegante e controproducente dare ragione ad un comunista!

Ora, invece, su queste proposte si può e si deve discutere, qualche mese (o anno) fa no.
Ed il no non arrivava solo dai Piduisti, dai mafiosi e dai corrotti. Questi lo facevano solo per dovere di parte. No, il no lo dicevano anche gli illuminati alleati: i sempre vivi (politicamente) Veltroni, D’Alema, Rutelli e via dicendo. I quali ora sono disposti a discutere.
Anche loro quindi: con i corrotti si discute, con i comunisti no!

(pippo vinci)

Nessun commento:

 
Basta! Parlamento pulito passaparola