lunedì 25 maggio 2009

come ci vedono all'estero: 1 In Grecia


Ecco un articolo di Nicola Voulelj, pubblicato sul giornale Eleftherotypia domenica 10 maggio 2009


Povera Italia!
In Italia viene portato avanti da anni e con notevole successo un esperimento: la trasformazione di un paese europeo, con ricche tradizioni e istituzioni democratiche, in una società in cui prevale una destra che mescola populismo, xenofobia e neo-liberalismo, che sta cercando di emarginare qualsiasi altro potere e che glorifica il suo «padrone» per quanto ridicolo e spregevole egli sia.

Le recenti e dettagliate rivelazioni sulla vita privata del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non possono mascherare la profonda crisi del sistema politico italiano, il quale presenta già inquietanti sintomi che riportano alla memoria i drammatici giorni che hanno segnato la storia recente dei nostri vicini…
Le elezioni del 2008, che hanno nuovamente riportato al potere Berlusconi e i suoi alleati dopo il fallimento del governo multi-partito del centrosinistra, hanno accelerato il processo di consolidamento della nuova situazione.

I principali partiti della destra costituiscono ormai il «Popolo della Libertà», non certo come espressione di una moderna forza liberale, ma come la vera e propria espressione degli italiani ovvero coloro che sostengono Berlusconi, i neo-fascisti e i loro alleati razzisti.
Tutti gli altri, quelli che non li votano, non hanno in sostanza alcuna legitimizzazione, non è necessario che prendano parte al gioco politico e sono considerati nemici della libertà. L’onorevole Berlusconi può apparire sugli schermi televisivi per lavare pubblicamente i panni sporchi della sua vita privata, ma il suo obiettivo politico è tutt’altro che irrilevante.

Tesse sistematicamente una solida rete di interessi, con lo scopo di accumulare stabilmente il potere senza poter essere contrastrato da nessuno. Questa «democrazia», che dovrà essere nelle mani del «grande e saggio leader», non può realizzarsi senza alcuni presupposti necessari.
Alla base c’è il controllo dei media e la disfatta della sinistra. Su entrambi i fronti, il berlusconismo ha ottenuto notevoli vittorie.

Nei media è quasi totale il dominio del «cavaliere», il quale possiede i canali TV e radio privati, giornali, periodici e controlla asfissiantemente i canali radiotelevisivi pubblici. Il 90% dei canali televisivi, direttamente o indirettamente, e’ sotto il suo controllo!
Modello non casuale

Allo stesso tempo, promuove la diffusione dei valori e dei comportamenti più reazionari e individualistici, cerca di ridicolizzare qualunque sforzo collettivo, definendo comunista anche la costituzione del paese! Di recente, con il pretesto della lotta contro la criminalità, il suo governo ha di fatto legittimato la formazione di gruppi di miliziani, che ricordano il periodo di Mussolini.

Purtroppo, in ultima analisi, alla disfatta delle forze progressiste di sinistra hanno contribuito in maniera significativa anche i leader di tutti i partiti sorti dalla trasformazione e dalla completa estinzione dello storico partito comunista, con il risultato che adesso tutte le forze della vasta gamma del centrosinistra si presenteranno al Parlamento europeo con molte liste separate.

Tuttavia, la massiccia mobilitazione sociale ai primi di aprile ha dimostrato che è ancora viva nella società la volontà di resistere ai piani di Berlusconi per la completa trasformazione della coscienza popolare, ma anche del sistema politico in Italia.
Il berlusconismo non è una minaccia confinata all’Italia: l’esperimento portato avanti in quel paese, trova altrove ammiratori e può essere imitato.

Inoltre, anche le «battute» sparate da Berlusconi o il suo tentativo di apparire come «un amante del gentil sesso», servono a rendere la sua immagine più affabile, in accordo ad un modello maschile che si presume sia ben accettato…
Nell’Italia di oggi, in cui milioni di persone si dicono ancora di sinistra e dove aumenta una costruttiva critica verso le prospettive delle forze di sinistra, i processi per la creazione di una moderna coalizione di sinistra non hanno avuto successo.

Perciò è davvero tragico che, nel paese in cui uno dei più grandi leader della sinistra, Enrico Berlinguer, aveva tempestivamente osato dire che si era «esaurita la spinta propulsiva della Rivoluzione d’Ottobre», oggi Umberto Eco faccia del sarcasmo dicendo che «c’è bisogno di un altro Mussolini, che abbracci le giovani contadine e le baci sulle loro tenere guance»…
* [in italiano nel testo originale, N.d.T]

Nicola Voulelj

tratto dal sito italiadallestero.info

scrivi a latrazzera@libero.it

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Chiarissimo! Perchè nessuno dei nostri giornalisti, soprattutto televisivi, è capace di questa sintesi?

Leggeremo più spesso il sito che la trazzera ci ha segnalato

la trazzera ha detto...

perchè quelli capaci non possono lavorare in televisione!

 
Basta! Parlamento pulito passaparola