venerdì 24 settembre 2010

senza ideologie in mano agli egoismi.


Negli anni appena successivi al 1989 (l'anno della caduta del muro di Berlino e del declino comunism0) da molte parti si sono levate urla di gioia. Evviva, evviva ed ancora evviva! Sono finite le ideologie! Possiamo quindi fare una politica più vicina ai problemi della gente e meno ad ideali spesso irragiungibili, velleitari e vincolanti.

Ad oltre vent'anni da quella gioia generalmente condivisa (non da me), ci troviamo in un mondo senza idee, senza progetti, senza futuro e senza anima. Un mondo senza arte ne parte. Inoltre sono aumentati i conflitti (oscurati dai media) , è aumentato il trasformismo politico , è sparito lo spirito di fratellanza e solidarietà tra i popoli, è scemata la fame di giustizia e di verità, è aumentato il divario tra nord e sud del mondo. Bel risultato, no?

Argomenti vastissimi che richiederebbero ben più ampi spazi e ben più abili e preparati analisti.

Io mi limito alle cosenguenze sulla politica italiana. E' sotto gli occhi di tutti che in assenza di una ideologia , in mancanza di chiare e vincolanti "linee guida", ogni politico, anche se eletto dal popolo non si sente più vincolato a nulla se non al proprio interesse personale. Interesse economico, politico, giudiziario, parentale o narcisista.

E quasi sempre l'interesse personale si infrange sul fragile muro dell'intersse pubblico e lo frantuma, lo abbatte, lo annichilisce.

Fino alla caduta del muro si confrontavano due ideologie, due concetti del vivere che, ideologicamente, a loro modo, erano apprezzabili, ma che realisticamente, si sono dimostrati deleteri per l'umanità e per il pianeta.

Ricapitoliamo:
Nel comunismo l'individuo , debole o forte che sia, è troppo sminuito e sparisce rispetto agli interessi dello Stato. E lo Stato calpesta ogni idividualità che ostacoli i suoi progetti. L'essere umano, naturalmente avido ed egoista, non può accettare tutti questi limiti! E sopratutto non è stimolato a dare il meglio di se'.

Nel capitalismo, invece, l'individuo è troppo potente. E diventa strapotente se si associa a pochi altri suoi simili. Nulla può fernare la sua fame di potere, di denaro e di fama. L'individuo forte è capace di controllare e di dominare lo Stato e la cosa pubblica. Anche a scapito degli altri individui che lui vede come suoi concorrenti all'inseguimento della stessa meta.

Ma torniamo ad oggi. Abbiamo visto quale è la malattia. Ora non sappiamo se la malattia è di quelle incuaribili (= incurabili + inguaribili) o se esiste una qualche cura che possa almeno alleviarne i dolorosi sintomi.

Bene cerchiamo allora la famosa terza via

Io suggerirei, per trovare la giusta cura, di dedicarsi prima alla ricerca di questa cura. Credo che nel mondo esista un modello sociale, economico e culturale che possa, in 20 30 anni, ridare al popolo italiano la serenità necessaria per credere in un futuro migliore. Per vivere un presente migliore

Si parla tanto del modello scandinavo, si legge tanto di paradisi orientali (tipo Buthan), si inseguono notizie sul misteriosi indici di felicita (FIL = Felicità Interna Lorda) e così via. Bene, qualche spiraglio allora esiste. Ed allora muoviamoci! Vorremmo vivere in un mondo migliore .
NOI vorremmo vivere in un mondo migliore. Non vogliamo (NOI) perderci questo paradiso. Non vogliamo (NOI) lavorare solo per i nostri figli. In fondo il nostro desiderio ed il nostro egoismo, questa volta, faranno bene pure a loro.

(pippo vinci)

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Basta! Parlamento pulito passaparola