mercoledì 14 dicembre 2011

I tagli fantasma


I fatti.
Nel recente decreto legge salva-Italia il governo prevedeva che entro il 31 dicembre si realizzasse l' allineamento degli emolumenti complessivi degli onorevoli e dei senatori alla media degli altri paesi dell' UE, come previsto da una disposizione di legge comunitaria.
Con tutta evidenza, considerando anche indennita' e benefits dei parlamentari
italiani (robusti "extra" quasi sconosciuti in Europa), una discreta sforbiciata.

I parlamentari si ribellano: "sui nostri trattamenti economici decidiamo noi, non il governo,e comunque a valere solo dalla prossima legislatura"! Un' apposita commissione parlamentare congiunta, da tempo esistente, comunica che il tempo non e' bastato e non bastera', ce ne vuole molto per studiare a fondo il problema. Gia'.

Un lavoro lungo e indaginoso, me ne rendo conto: non invidio i politici che in questo momento se lo stanno sobbarcando: l' aria febbrile, chini sulle calcolatrici e incollati al telefono coi colleghi di altri 26 Paesi, per tirare fuori il numero magico: x ! Il parlamentare italiano guadagnera' x! Punto!

Certo, ci saranno fra loro forti pressioni affinche' x sia ancora piu' basso della media, per dare il buon esempio ai cittadini e far capire all' Europa che qui non si scherza; ma alla fine ce la faranno.

I presidenti delle 2 camere rassicurano oggi che entro fine gennaio i "lavori"
della commissione termineranno il 31 di gennaio 2012 ( ed e' un primo rinvio...),
e che i tagli vanno fatti da subito.

Forti malumori continuano pero' a fermentare fra parlamentari di quasi tutti gli
schieramenti : stranamente, pare che non siano entusiasti di guadagnare meno, e di prendere pensioni piu' ragionevoli.

Il vergognoso traccheggio serve per intanto a guadagnare tempo, (altro che fine gennaio!), lasciando " i piccioli" quelli che sono: poi, fra un mese, due, sei, o chissa', si vedra', diminuiranno... Prima ci devono studiare sopra!

Bene, facciamo cosi' : continuate a percepire gli stessi soldi per i 6 mesi che vi servono a studiare, e quando deciderete l' entita' del taglio, lo farete valere retroattivamente dal primo gennaio, rimborsando nei sei mesi successivi quanto incassato in piu' nei sei precedenti.

Ma sarebbe troppo logico ed onesto, quindi non in linea col senso civico della nostra classe dirigente, tesa a garantirsi profitti personali anche attraverso incredibili prese per il culo come questa: l' ennesimo affronto a un popolo assopito.

Michele Serra afferma giustamente che, con la recente "ammuina" dei parlamentari a proposito dei tagli ai loro vitalizi e ai loro stipendi, si confermano i peggiori pregiudizi sulla classe politica, che con un atto del genere sembra volere suicidarsi.

Sono d' accordo sul primo punto, non sul secondo. Ormai mi sono rassegnato al fatto che la maggior parte degli elettori italiani, se fossero eletti, si comporterebbero nello stesso modo.

Ed ecco il punto: molti osservatori hanno levato alte le grida lamentando una perdita della sovranita' nazionale, nel momento in cui l' Europa ci impone le misure economiche per uscire dalla crisi. E' vero, molte misure sono sbagliate, puntano all' austerita' e non alla crescita, ed inoltre consegnano a discutibili autorita' sovranazionali
il potere di fare le pulci ai nostri conti e alle nostre scelte di politica economica.

Ma e' un tema che non mi commuove piu': alle Brambilla, le Minetti, gli Scilipoti e i Cosentino, sono costretto a preferire, turandomi il naso, Sarkozy, Draghi o la Merkel... Ho detto tutto!

Il Pigafetta

1 commento:

Anonimo ha detto...

analisi spietata ma ahimè realistica...

se l'avete perso a 03:37 crozza sottolinea...


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Basta! Parlamento pulito passaparola